Storia


LA NOSTRA STORIA

INIZIO

Un gruppo di amici, del circolo unitario socio culturale di San Tomè, di Forlì, nel 1992 per rallegrare la festa sociale, pensò di realizzare uno spettacolo teatrale in dialetto romagnolo.

Per la messa in scena di questa iniziativa si affidò all'autore di testi romagnoli Paolo Maltoni, il quale fece rappresentare la propria commedia “E giavulon” seguendone pure la regia.

L'inaspettato successo riscontrato fu talmente incoraggiante da spingere Paolo Maltoni a convincere il gruppo di amici a continuare il percorso intrapreso.

Infatti, nonostante l'estemporanea messa in scena questa commedia fu rappresentata ripetutamente nella provincia di Forlì – Cesena.

Dopo pochi mesi fu pertanto formalmente istituita la “La Compagine di San Tomè” associandosi fin dall'inizio alla Fita.

Al momento della fondazione la “La Compagine di San Tomè” era composta da nove soci: Fiorenza Nicolini, Stefania Dolcini, Massimo Monti, Teseo Bregli, Ferrante Bregli, Ilario Santandrea, Piero Benvenuti, Luana Lombardi e Daniele Pondi.

Nel tempo tanti ragazzi ci hanno lasciato, tanti ne sono arrivati.

Attualmente “La Compagine di San Tomè” consta di 25 componenti.

Negli anni a seguire furono messe in scena altre due commedie dell'autore Paolo Maltoni che ne seguì la regia:

1994 “L'AN DE SECH” e nel 1995 “QUAND C'US DIS UNA PAURA”.

  

CAMBIAMENTO

Negli anni a seguire la compagnia esamina testi teatrali di altri autori, identificando nei copioni di Giovanni Spagnoli l'ideale proseguimento della propria tipologia di rappresentazione.

Dal 1998 al 2008 vengono pertanto rappresentate 8 commedie di Giovanni Spagnoli.

La regia delle prime 6 viene curata dallo stesso autore.

Nel 2007 alcuni componenti della compagnia conoscono Stefano Vermiglio, e si affidano alla sua regia innovativa.

Infatti, le commedie pur mantenendo i testi in  dialetto romagnolo riflettono tematiche attuali e l'allestimento scenico è ambientato ai tempi nostri.

Grazie a questi cambiamenti “La Compagine di San Tomè” ha la possibilità di rappresentare i propri lavori in importanti teatri, fra i quali “il Petrella” di Longiano, teatro di Cervia, teatro di Cesenatico, teatro Dragoni di Meldola ecc...

Fin dalla sua costituzione “La Compagine di San Tomè” partecipa annualmente, ad importanti rassegne di Teatro Dialettale Romagnolo.

Inizialmente ottiene premi dalla giuria popolare, successivamente aumentano i riconoscimenti delle giurie tecniche e negli ultimi anni  “La Compagine di San Tomè” risulta costantemente ai primi posti delle classifiche.

 

EVOLUZIONE

Il 2009 è  sicuramente l'anno dell'evoluzione della compagnia, l'incontro con il regista Franco Pezzi e la rappresentazione di un testo originario in lingua italiana di Valerio Di Piramo, elaborato in  dialetto da Emanuela Cortesi collaboratrice di Franco Pezzi, vede nuovi orizzonti schiudersi davanti alla compagnia.

In questo ultimo anno la compagnia, dimostra le proprie capacità interpretative rappresentando la commedia sia in dialetto che in lingua italiana.

Le lezioni costanti ed assai impegnative, impartite da Franco Pezzi a tutti gli attori hanno permesso agli stessi di accrescere le proprie capacità ed esprimersi al meglio sul palco.

È stata questa nuova metodologia di rappresentazione che ha permesso a “La Compagine di San Tomè” di allontanarsi dagli schemi classici e statici delle solite commedie romagnole.

La maggiore soddisfazione de “La Compagine di San Tomè” è data non solo dagli ambiti premi ricevuti, ma dal rilevare l'avvicinarsi di un pubblico giovanile ai propri spettacoli.

… Avevamo una curiosità: recitare in lingua, abbiamo accettato la sfida, anche se non è nel DNA di una compagnia dialettale. Il destino ci ha offerto quest’opportunità, siamo stati invitati da Valerio Di Piramo, autore del testo “Le tre Marie” da noi rappresentato integrando alcune parti maschili, dal titolo “Quend e trop l’è trop”. Supportati e stimolati da Franco Pezzi, che ne ha curato la regia ed ha sempre creduto in noi. Noi abbiamo fatto il possibile per imparare a recitare “in lingua”, anche se non può essere un italiano perfetto, anche se la nostra inflessione rimane romagnola. Eravamo titubanti, ma ci abbiamo provato. Risultato:
Bellissimo. E’ stata un’esperienza indimenticabile. Il pubblico ha risposto fin dalle prime battute con risate e applausi.   SI CE L’ABBIAMO FATTA!

Un grazie va all’autore Varerio Di Piramo, un altro grazie va al regista Franco Pezzi, un grazie agli attori, ma soprattutto un grazie hai nostri tecnici Fabio e Nicola. ABBIAMO VINTO LA SFIDA!

Nel 2010 con la messa in scena de la “UNA RIZETA PAR LA FELICITE” scritta da Manuela Cortesi e da Franco Pezzi, si è voluto onorare un personaggio storico della vicina Forlimpopoli. Questo nuovo lavoro ha portato un’altra innovazione al modo di recitare della compagnia, con una trama diversa dalle solite, che utilizza sia il vernacolo sia l’italiano. Questa rappresentazione ha ottenuto importanti riconoscimenti in rilevanti rassegne Romagnole.

Dal quel lontano 1992 sono passati tanti anni, tante le piazze che hanno visto all'opera la “Compagine” e molti gli amici conosciuti,  sicuramente ognuna di queste tappe ha lasciato alla compagnia: un lungo applauso, un sorriso, una stretta di mano, un riconoscimento, un semplice “bravi”.

 

 

IL VERNACOLO NELLE SCUOLE

Dal 2004 “La Compagine di San Tomè” partecipa attivamente ad un progetto con il comune di Forlì per reintegrare il dialetto nelle scuole elementari del Forlivese in modo giocoso.

Tale progetto è denominato “CONOSCERE IL PASSATO PER CRESCERE NEL FUTURO”.

L'obiettivo è avvicinare i piccoli alunni alla vita contadina, apprendere le tradizioni, gli antichi mestieri, i modi di dire, nonché usi e costumi della Romagna del '900.

Il progetto prevede un interagire iniziale fra insegnanti e alcuni componenti della compagnia, al fine di definire l'argomento che sarà trattato durante l'anno scolastico.

Il compito degli “esperti” del dialetto, nonché componenti de “La Compagine di San Tomè” prevede una approfondita documentazione sugli argomenti scelti.

Viene tracciato un percorso, che consiste nel creare un “copione”, realizzato sulle basi delle tematiche scelte, che dovrà essere interpretato dagli alunni.

L'insegnamento del dialetto, unitamente ad alcuni cenni di recitazione, viene impartito in lezioni articolate nel tempo.

La fase finale porterà alla realizzazione di un piccolo spettacolo teatrale che vede come protagonisti gli stessi alunni e come registi “gli insegnanti” del dialetto, che pure hanno provveduto alla allestimento delle scene.

Il progetto iniziato in via sperimentale, nel corso degli anni, dati i risultati ottenuti e l’interesse suscitato  nei bambini,  ha portato l’aumento costante delle classi coinvolte.